Taping Elastico

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Il Taping Elastico o Bendaggio Neuro muscolare è una tecnica nata più di 40 anni fa in Giappone dal dottor Kenzo Kase. La prima apparizione ci fu alle olimpiadi di Seul del 1988 con la nazionale giapponese di volley. L’applicazione del bendaggio elastico ha vantaggi che sono stati dimostrati sotto vari punti di vista. Continua a leggere “Taping Elastico”

I poteri delle api e del loro veleno

apeSi narra che addirittura Carlo Magno e Ivan il terribile sfruttassero i vantaggi dell’utilizzo del veleno d’api per curare i loro dolori. Continua a leggere “I poteri delle api e del loro veleno”

La Fibromialgia – qualche info utile

Sempre più spesso si sente parlare di Fibromialgia, ma che cos’è? Secondo alcuni non è nulla… secondo altri è una vera e propria patologia invalidante. Al momento non è stata ancora riconosciuta in maniera ufficiale come vera e propria malattia, ma questo non deve farne sottovalutare l’importanza. Dopo questa piccola precisazione iniziamo a fare qualche riflessione in merito. Continua a leggere “La Fibromialgia – qualche info utile”

Il muscolo tibiale (non dimentichiamolo)

Dtibiale-anterioreall’inizio di questa stagione sportiva ho iniziato a collaborare con una società sportiva di calcio a 5 e mi sono subito imbattuto in una problematica che fino ad ora non si era mai presentata in maniera così prepotente: l’affaticamento del muscolo tibiale anteriore. Questo muscolo viene interessato ogni qual volta facciamo il movimento che avvicina le dita del piede alla tibia. Continua a leggere “Il muscolo tibiale (non dimentichiamolo)”

Mi fa male il ginocchio.

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Ci sono delle volte in cui il ginocchio duole e apparentemente non ci sono motivi. Escludiamo traumi o patologie conclamate, proviamo a capire a cosa possa essere dovuto quel dolore. Sull’articolazione del ginocchio insistono vari muscoli: il quadricipite femorale, il bicipite femorale, il gastrocnemio (polpaccio) e il muscolo tibiale per citare solo i più importanti. Continua a leggere “Mi fa male il ginocchio.”

I dolori “riflessi”

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Trattando spesso con atleti mi imbatto in quelli che io chiamo “dolori riflessi“, ovvero dei dolori che si manifestano lontano dalla loro reale origine.

In diverse occasioni ho avuto atleti che lamentavano stati dolorosi alla caviglia, piuttosto che ad un ginocchio; occupandomi solo ed esclusivamente di muscoli e non di articolazioni, viene istintivo andare a controllare i muscoli che fanno muovere l’articolazione dolente. Prendiamo ad esempio la caviglia, nota dolente per molti pallavolisti o cestisti. I muscoli principali che danno movimento a questa articolazione sono: il tibiale, il peroniero e il polpaccio (il cui vero nome è gastrocnemio); questi muscoli esercitano una grande pressione sull’articolazione e, qualora fossero contratti, possono creare un disequilibrio che arreca dolore e ne limita il movimento. Mi fa sempre sorridere l’espressione dei miei clienti che, dopo avermi descritto per filo e per segno il dolore alla caviglia, restano interdetti quando io inizio a massaggiare il tibiale appena sotto il ginocchio!

Un altro esempio che capita molto spesso è il “simpaticissimo” mal di schiena nella zona lombare, a volte può essere causato da una forte tensione del muscolo ileo-psoas… che si tratta stando sdraiati supini.

Ricordatevi sempre che il nostro apparato muscolare è tutto collegato e concatenato, un mal di schiena può derivare dai piedi, il mal di testa dal collo, un dolore al ginocchio dal quadricipite e così via. Ad esempio per chi soffre di mal di schiena nella zona lombare un’altra causa è la tensione o contrattura di un gluteo, provate a sedervi su una pallina da tennis e ne avrete immediatamente la riprova. Bisogna ricordare che non sempre il dolore ha origine nel punto dove si manifesta, spesso bisogna risalire a monte e andare a sciogliere la muscolatura limitrofa.

Gomito del golfista (Epitrocleite)

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Oggi vi racconto come sto cercando di risolvere un disturbo fisico di una mia atleta, con risultati che fanno ben sperare. Un semplice dolore al gomito può nascondere un problema ben più grave. Circa un anno fa spunta il dolore, visita specialistica e la diagnosi è EPITROCLEITE. Nei mesi successivi sono stati fatti cicli di tecarterapia, magnetoterapia e applicazioni con il laser. Risultato? zero! Il dolore persiste.

Adesso vi starete chiedendo: cos’è l’epitrocleite?

Più conosciuta come “gomito del Golfista“, è una sindrome dolorosa del gomito, dovuta solitamente a sovraccarico funzionale o ad una degenerazione tendinea dei muscoli epitrocleari ovvero i muscoli interni dell’avambraccio che hanno origine dall’epitroclea e si inseriscono nell’avambraccio, sul polso e sulla mano.

FONTE: http://www.ilgomito.it/epitrocleite_gomito_del_golfista.asp#sthash.VpkohaZ1.dpbs

Dopo un lungo peregrinare tra fisioterapisti, fisiatri, dottori, sciamani, stregoni e chiromanti; la mia atleta mi ha comunicato che avrebbe smesso di giocare a pallavolo perché il dolore ormai era insopportabile. Giammai!!!
Ho cominciato a informarmi e a studiare il problema; tratte le mie conclusioni e preparato un programma di recupero ho incontrato anche la mamma (la mia atleta è minorenne) alla quale ho proposto quello che ora vi illustro.
Considerando che il problema deriva da un irrigidimento della muscolatura che si ripercuote sui tendini, infiammandoli, ho valutato che il primo step fosse quello di rilassare la muscolatura interessata. Il metodo migliore, secondo il mio modestissimo parere, è il massaggio: si può dosare la pressione ottenendo così un risultato più efficace. Oltre alla manipolazione ho deciso di aggiungere alcune tecniche di release miofasciale che permette un intervento più profondo a livello tissutale e contribuisce alla creazione di nuovo tessuto collagene con caratteristiche necessarie alla funzionalità dei muscoli interessati. La seduta si conclude con l’applicazione del Kinesiotape.

Nel giro di sole 4 sedute i miglioramenti sono stati sensibili: il dolore, che prima colpiva il muscolo brachio radiale, gli estensori radiale e lungo, il flessore radiale, l’estensore del carpo e i flessori delle dita, ovvero tutto l’avambraccio sia all’interno che all’esterno; adesso si limita soltanto agli ultimi muscoli citati, ovvero estensore del carpo e flessori delle dita. L’atleta si trova a non avere più grosse limitazioni nell’uso della mano (che tra l’altro è la dominante) e una grande diminuzione del dolore. Ad occhio e croce ci vorranno almeno altre 4/6 sedute per arrivare ad una felice conclusione del problema, ma almeno così nel giro di un mese o poco più dovremmo riuscire a risolvere un problema che si porta dietro ormai da più di un anno, con tutti i fastidi che ne sono derivati per una ragazza che ama la pallavolo.

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Mai cantare vittoria troppo presto, è vero, ma credo che questa sia la strada giusta da percorrere per risolvere un problema più comune di quanto si pensi, facendo poche cose ma efficaci. Vi farò sapere come sta la mia atleta quando finiremo con il programma.