Gomito del golfista (Epitrocleite)

epitrocleite

Oggi vi racconto come sto cercando di risolvere un disturbo fisico di una mia atleta, con risultati che fanno ben sperare. Un semplice dolore al gomito può nascondere un problema ben più grave. Circa un anno fa spunta il dolore, visita specialistica e la diagnosi è EPITROCLEITE. Nei mesi successivi sono stati fatti cicli di tecarterapia, magnetoterapia e applicazioni con il laser. Risultato? zero! Il dolore persiste.

Adesso vi starete chiedendo: cos’è l’epitrocleite?

Più conosciuta come “gomito del Golfista“, è una sindrome dolorosa del gomito, dovuta solitamente a sovraccarico funzionale o ad una degenerazione tendinea dei muscoli epitrocleari ovvero i muscoli interni dell’avambraccio che hanno origine dall’epitroclea e si inseriscono nell’avambraccio, sul polso e sulla mano.

FONTE: http://www.ilgomito.it/epitrocleite_gomito_del_golfista.asp#sthash.VpkohaZ1.dpbs

Dopo un lungo peregrinare tra fisioterapisti, fisiatri, dottori, sciamani, stregoni e chiromanti; la mia atleta mi ha comunicato che avrebbe smesso di giocare a pallavolo perché il dolore ormai era insopportabile. Giammai!!!
Ho cominciato a informarmi e a studiare il problema; tratte le mie conclusioni e preparato un programma di recupero ho incontrato anche la mamma (la mia atleta è minorenne) alla quale ho proposto quello che ora vi illustro.
Considerando che il problema deriva da un irrigidimento della muscolatura che si ripercuote sui tendini, infiammandoli, ho valutato che il primo step fosse quello di rilassare la muscolatura interessata. Il metodo migliore, secondo il mio modestissimo parere, è il massaggio: si può dosare la pressione ottenendo così un risultato più efficace. Oltre alla manipolazione ho deciso di aggiungere alcune tecniche di release miofasciale che permette un intervento più profondo a livello tissutale e contribuisce alla creazione di nuovo tessuto collagene con caratteristiche necessarie alla funzionalità dei muscoli interessati. La seduta si conclude con l’applicazione del Kinesiotape.

Nel giro di sole 4 sedute i miglioramenti sono stati sensibili: il dolore, che prima colpiva il muscolo brachio radiale, gli estensori radiale e lungo, il flessore radiale, l’estensore del carpo e i flessori delle dita, ovvero tutto l’avambraccio sia all’interno che all’esterno; adesso si limita soltanto agli ultimi muscoli citati, ovvero estensore del carpo e flessori delle dita. L’atleta si trova a non avere più grosse limitazioni nell’uso della mano (che tra l’altro è la dominante) e una grande diminuzione del dolore. Ad occhio e croce ci vorranno almeno altre 4/6 sedute per arrivare ad una felice conclusione del problema, ma almeno così nel giro di un mese o poco più dovremmo riuscire a risolvere un problema che si porta dietro ormai da più di un anno, con tutti i fastidi che ne sono derivati per una ragazza che ama la pallavolo.

muscoli

Mai cantare vittoria troppo presto, è vero, ma credo che questa sia la strada giusta da percorrere per risolvere un problema più comune di quanto si pensi, facendo poche cose ma efficaci. Vi farò sapere come sta la mia atleta quando finiremo con il programma.