I poteri delle api e del loro veleno

apeSi narra che addirittura Carlo Magno e Ivan il terribile sfruttassero i vantaggi dell’utilizzo del veleno d’api per curare i loro dolori.

In epoca passata non avevano la possibilità di capire il perché del fatto che le punture di questi insetti dessero benefici fisici in caso di reumatismi, artrosi o sciatalgie; oggi sappiamo che nel veleno d’api sono presenti sostanze chimiche come l’istamina, l’isolecitina e l’apamina che hanno un grande potere antinfiammatorio e contribuiscono a ridurre sensibilmente i fastidi causati dalle patologie sopra citate.

Nella medicina alternativa vengono utilizzate le api per pungere direttamente le zone dolenti così da iniettare in loco il veleno (guarda il video). Come tutti sappiamo però l’ape nel momento della puntura muore ed è per questo che solitamente vengono usate quelle prossime alla fine del loro ciclo vitale: un’ape vive in media 40 giorni. Questo tipo di trattamento è tanto efficace quanto raro è trovare chi lo possa eseguire; molto più semplice è l’applicazione di un unguento o una pomata al veleno d’api. Il vantaggio è che nella raccolta del veleno senza la puntura le api non muoiono e quindi è un uso meno “cruento” dell’apiterapia vera e propria.

Ma in quali casi è indicato l’uso dell’unguento o della pomata?

Come detto prima i casi possono essere molteplici: artrite reumatoide, sciatalgia, reumatismi, contratture, addirittura micosi e alopecia, alcuni studi stanno anche spingendone l’uso in caso di sclerosi multipla.

Che differenza c’è tra unguento e pomata?

Di solito gli ingredienti dell’unguento sono il veleno d’api, la cera d’api e olio d’oliva; nella pomata vengono aggiunti anche oli essenziali o altri elementi che ne potenziano gli effetti. Personalmente ho iniziato a far uso della pomata al veleno d’api dell’apicolutra Guoli di Asiago (VI) per il trattamento di contratture, forti tensioni muscolari e sciatalgie. L’effetto miorilassante, antinfiammatorio e antidolorifico è stupefacente! Nella pomata che ho scelto c’è una percentuale di Artiglio del Diavolo e di Canfora che ne aumentano gli effetti benefici all’ennesima potenza. Quali saranno le sensazioni che si proveranno con l’utilizzo della pomata? La prima e più evidente sarà il calore nella zona trattata, causato dall’effetto termogenico della canfora, a cui si aggiungerà un leggero pizzicore dato dal veleno d’api. Questi due effetti uniti al massaggio defaticante o decontratturante agevolano il rilassamento delle fasce e fibre muscolari portando la persona verso il benessere in meno tempo rispetto al previsto.

Il massaggio con la pomata al veleno d’api, però, ha delle limitazioni: non può essere effettuato su persone allergiche, che manifesterebbero eritemi e fastidiose infiammazioni della parte trattata; su persone diabetiche; su donne in gravidanza; su persone che presentano insufficienze cardiache, polmonari o renali e su chi fa uso di betabloccanti; inoltre non è sempre necessario l’utilizzo di questa pomata, io la uso solo nei casi più ostici da trattare, per non sottoporre il fisico dei miei clienti a un trattamento troppo forte.

Certamente è consigliabile per tutti coloro che presentano dolori da mesi, per non dire anni, e che “le hanno provate tutte”; a me piace dire che questa pomata ha gli stessi effetti delle pomate di origine chimica ma con il vantaggio dell’essere completamente naturale e quindi assolutamente priva di effetti collaterali.

veleno d'api