Stretching e prestazione fisica

Quando ho iniziato ad allenare facevo parte di quella categoria di allenatori che dopo il riscaldamento fanno fare esercizi di allungamento per poi tornare a fare gli esercizi o la partita. stretching4Nel corso degli anni però ho cambiato idea e vi spiego il perché: nel momento in cui l’atleta inizia a scaldarsi non fa altro che attivare la muscolatura a svolgere determinati movimenti. Come molti sanno il muscolo per lavorare non fa altro che contrarsi e rilassarsi, il movimento aumenta l’irrorazione sanguigna, aumenta la temperatura interna del muscolo e ne aumenta l’elasticità. Quindi, a lume di logica, se io d’un tratto mi fermo e comincio a fare stretching in realtà non faccio altro che far raffreddare il muscolo, ridurne l’afflusso sanguigno e rilassarne le fibre, la cosa è senza dubbio controproducente. La conseguenza è che il riscaldamento appena effettuato non serve a nulla. Ma allora che cosa conviene fare? La procedura ideale, secondo la mia modesta opinione, è la seguente: iniziare con delle mobilizzazioni articolari (caviglie, ginocchia, anche, bacino, schiena, spalle, gomiti, polsi e collo) questo per riattivare la circolazione nei punti critici del fisico; fatto questo si inizia con il vero e proprio riscaldamento e ogni sport ha il suo specifico. Finito il riscaldamento si passa direttamente alla fase di esercizi e/o alla partita. Lo stretching lo lasciamo per la fine. Ogni atleta dovrebbe sapere che questa è una fase FONDAMENTALE dell’allenamento e che se fatto bene aiuta a prevenire gli infortuni muscolari. Far bene lo stretching significa che ogni posizione di allungamento va tenuta dai 40 ai 60 secondi facendo lunghi respiri profondi e cercando di raggiungere il massimo allungamento possibile.

Qualche tempo fa ho voluto svolgere alcuni test per verificare se questa mia procedura fosse in qualche modo supportata da dei risultati tangibili e in effetti un atleta che in fase di salto con rincorsa riusciva a raggiungere l’altezza di 2 metri e 80 centimetri (con la mano e braccio completamente disteso) senza la fase di allungamento post riscaldamento, facendo lo stretching “vecchia scuola” andava a perdere circa 7 centimetri di elevazione ovvero il 2,5%.

2 pensieri riguardo “Stretching e prestazione fisica

  1. In realtà l’ atleta perde molto di più. Occorre infatti valutare solo il differenziale di salto. Il reach infatti è costante. Se il 2.80 metri sono dati da reach+60cm i cm persi secondo me sono da calcolare sui 60 (esempio).

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    1. effettivamente prendendo i dati da reach, l’elevazione dell’atleta era di 50 cm, quindi i 7 cm di differenza non sono più il 2,5% ma il 14%. Giusta osservazione che avvalla ancor di più la tesi esposta.
      Grazie Cesare

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