Il massaggio sportivo, cos’è?

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Ma voi lo sapete cos’è e a cosa serve il massaggio sportivo? Cercherò di spiegarvelo in poche righe.

Sempre più spesso mi viene fatta la domanda: ma tu massaggi solo gli sportivi o anche le persone normali? Come se gli sportivi fossero una sorta di alieni scesi su questa terra per combattere gli ignavi. In realtà il massaggio sportivo può essere fatto a chiunque, perché ci crediate o no tutti hanno i muscoli… ebbene si! Massaggio benessere, defaticante, decontratturante, sportivo, sono solo dei nomi che servono a differenziare il tipo di manualità che viene effettuata dal massaggiatore.Continua a leggere “Il massaggio sportivo, cos’è?”

Consigli per motociclisti: evitare il mal di collo

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Come molti di voi avranno avuto modo di capire, una delle mie più grandi passioni è la moto e come ogni buon motociclista ho molti amici con la medesima passione. C’è una cosa a cui però noi motociclisti non badiamo molto: la preparazione fisica. Con questo non dico che per fare i nostri giri la domenica dobbiamo affrontare estenuanti sedute di allenamento in palestra in stile moto GP ma di certo dovremmo badare ad alcuni piccoli accorgimenti.Continua a leggere “Consigli per motociclisti: evitare il mal di collo”

Mi fa male il ginocchio.

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Ci sono delle volte in cui il ginocchio duole e apparentemente non ci sono motivi. Escludiamo traumi o patologie conclamate, proviamo a capire a cosa possa essere dovuto quel dolore. Sull’articolazione del ginocchio insistono vari muscoli: il quadricipite femorale, il bicipite femorale, il gastrocnemio (polpaccio) e il muscolo tibiale per citare solo i più importanti. Continua a leggere “Mi fa male il ginocchio.”

Quel “maledetto” Piriforme!

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Vi è mai capitato di avere un dolore al gluteo, proprio a metà natica, un dolore pungente come se ci fosse un chiodo piantato? Sciatalgia. Non sempre. Anzi più spesso è colpa di un muscoletto piccolo situato in profondità che ogni tanto soffre di manie di protagonismo e decide di farsi sentire! Il muscolo PIRIFORME.Continua a leggere “Quel “maledetto” Piriforme!”

Il massaggio alle gambe

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In questo periodo dell’anno capita di sentire le gambe stanche ed appesantite, capita a tutti, non solo alle appartenenti al gentil sesso. Questo succede perché con l’aumento delle temperature si ha una sensibile vasodilatazione e un conseguente rallentamento della circolazione sanguigna.Continua a leggere “Il massaggio alle gambe”

I dolori “riflessi”

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Trattando spesso con atleti mi imbatto in quelli che io chiamo “dolori riflessi“, ovvero dei dolori che si manifestano lontano dalla loro reale origine.

In diverse occasioni ho avuto atleti che lamentavano stati dolorosi alla caviglia, piuttosto che ad un ginocchio; occupandomi solo ed esclusivamente di muscoli e non di articolazioni, viene istintivo andare a controllare i muscoli che fanno muovere l’articolazione dolente. Prendiamo ad esempio la caviglia, nota dolente per molti pallavolisti o cestisti. I muscoli principali che danno movimento a questa articolazione sono: il tibiale, il peroniero e il polpaccio (il cui vero nome è gastrocnemio); questi muscoli esercitano una grande pressione sull’articolazione e, qualora fossero contratti, possono creare un disequilibrio che arreca dolore e ne limita il movimento. Mi fa sempre sorridere l’espressione dei miei clienti che, dopo avermi descritto per filo e per segno il dolore alla caviglia, restano interdetti quando io inizio a massaggiare il tibiale appena sotto il ginocchio!

Un altro esempio che capita molto spesso è il “simpaticissimo” mal di schiena nella zona lombare, a volte può essere causato da una forte tensione del muscolo ileo-psoas… che si tratta stando sdraiati supini.

Ricordatevi sempre che il nostro apparato muscolare è tutto collegato e concatenato, un mal di schiena può derivare dai piedi, il mal di testa dal collo, un dolore al ginocchio dal quadricipite e così via. Ad esempio per chi soffre di mal di schiena nella zona lombare un’altra causa è la tensione o contrattura di un gluteo, provate a sedervi su una pallina da tennis e ne avrete immediatamente la riprova. Bisogna ricordare che non sempre il dolore ha origine nel punto dove si manifesta, spesso bisogna risalire a monte e andare a sciogliere la muscolatura limitrofa.

Quel dolore al collo

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Alzi la mano chi non ha mai avuto un torcicollo.

Alzi la mano chi non ha mai avuto la sensazione di collo e spalle pesanti.

Bene dato che non vedo mani alzate vi posso dire che, salvo problemi articolari dovuti a incidenti, traumi o degenerazione ossea, il problema è quasi sempre muscolare. I muscoli principali del collo sono il trapezio e lo sternocleidomastoideo (giuro che non è uno scioglilingua!); il primo è quello che va dalla nuca alla spalla e fino a metà schiena circa; il secondo va da dietro l’orecchio alla clavicola. So che non sono termini scientifici ma è giusto per capirci bene.
Spesso il principale responsabile del “male al collo” è il trapezio; quindi di lui parleremo oggi. Le sue funzioni principali sono quelle di sollevare le spalle, alzare la testa, avvicinare le scapole e partecipare a tutti i movimenti del capo.

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<trapezio non contratto>

Immaginate quindi quante sollecitazioni ha questo povero muscolo. Ogni tanto soffre di manie di protagonismo e decide di contrarsi.
Nelle foto che vi allego possiamo vedere chiaramente la differenza tra un trapezio non contratto e un paio di situazioni di contrattura più o meno evidente. Quando il trapezio è a posto le spalle sono alla stessa altezza e non ci sono limitazioni nei movimenti, ad esempio la torsione del capo verso destra e verso sinistra. Nel momento in cui invece iniziamo a notare una riduzione del ROM (Range Of Motion), possiamo essere di fronte ad una situazione di tensione o addirittura di contrattura vera e propria. La soluzione per entrambi i casi può essere il

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<trapezio teso>

massaggio; ovviamente variano le manualità, l’intensità e la durata. Nel caso di una muscolatura semplicemente tesa le manualità saranno meno profonde e, per certi versi meno dolorose; il massaggio avrà una durata leggermente più lunga e solitamente in una o due sedute il problema si risolve. La tensione muscolare che si accumula in questa zona ha diversi fattori scatenanti: primo fra tutti è una errata postura mantenuta per troppo tempo, ma anche pensieri e preoccupazioni vanno a sovraccaricare questa zona del nostro corpo. Quindi oltre al massaggio bisogna riuscire a rilassare la mente e allontanare le preoccupazioni che ci affliggono. Diverso è il discorso contrattura. I muscoli per lavorare contraggono e rilassano le fibre, in un mondo ideale le fibre tornano sempre allo stadio di rilassamento senza mai dare problemi, in realtà tutti abbiamo svariate contratture sparse qua e là. La contrattura del trapezio è molto fastidiosa e, passatemi

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<trapezio contratto>

il termine, invalidante. Avete provato a guidare con il torcicollo? Ecco intendo proprio quello.

Il massaggio che andremo ad effettuare in questo caso è decisamente più profondo e in alcuni casi può risultare doloroso. Ma diventa necessario dato che le contratture non si sciolgono da sole. La contrattura causa una riduzione del ROM, uno stato doloroso e un rallentamento della circolazione sanguigna; scioglierla diventa necessario per non peggiorare la situazione, ma soprattutto per riprendere una vita normale. Questo tipo di massaggio lascia alcuni strascichi: dato che si va a lavorare in maniera profonda sulla muscolatura per uno o due giorni successivi alla seduta la nostra sensazione potrà essere quella simile a quando riprendiamo a fare sport dopo diversi mesi di inattività, avremo i muscoli stanchi e leggermente doloranti, ma questa sensazione passa nell’arco appunto di 24/48 ore.

Quindi come compiti a casa vi dico di mettervi di fronte ad uno specchio e verificare che le spalle siano alla stessa altezza, provate a girare la testa a destra e sinistra cercando di raggiungere la spalla con il mento senza piegare il collo, inclinate la testa a destra e sinistra. Se i movimenti che effettuate non saranno equivalenti da una parte e dall’altra e se la testa non si inclina di almeno 45° avete bisogno di massaggiare e rilassare il trapezio.

 

 

 

 

Gomito del golfista (Epitrocleite)

epitrocleite

Oggi vi racconto come sto cercando di risolvere un disturbo fisico di una mia atleta, con risultati che fanno ben sperare. Un semplice dolore al gomito può nascondere un problema ben più grave. Circa un anno fa spunta il dolore, visita specialistica e la diagnosi è EPITROCLEITE. Nei mesi successivi sono stati fatti cicli di tecarterapia, magnetoterapia e applicazioni con il laser. Risultato? zero! Il dolore persiste.

Adesso vi starete chiedendo: cos’è l’epitrocleite?

Più conosciuta come “gomito del Golfista“, è una sindrome dolorosa del gomito, dovuta solitamente a sovraccarico funzionale o ad una degenerazione tendinea dei muscoli epitrocleari ovvero i muscoli interni dell’avambraccio che hanno origine dall’epitroclea e si inseriscono nell’avambraccio, sul polso e sulla mano.

FONTE: http://www.ilgomito.it/epitrocleite_gomito_del_golfista.asp#sthash.VpkohaZ1.dpbs

Dopo un lungo peregrinare tra fisioterapisti, fisiatri, dottori, sciamani, stregoni e chiromanti; la mia atleta mi ha comunicato che avrebbe smesso di giocare a pallavolo perché il dolore ormai era insopportabile. Giammai!!!
Ho cominciato a informarmi e a studiare il problema; tratte le mie conclusioni e preparato un programma di recupero ho incontrato anche la mamma (la mia atleta è minorenne) alla quale ho proposto quello che ora vi illustro.
Considerando che il problema deriva da un irrigidimento della muscolatura che si ripercuote sui tendini, infiammandoli, ho valutato che il primo step fosse quello di rilassare la muscolatura interessata. Il metodo migliore, secondo il mio modestissimo parere, è il massaggio: si può dosare la pressione ottenendo così un risultato più efficace. Oltre alla manipolazione ho deciso di aggiungere alcune tecniche di release miofasciale che permette un intervento più profondo a livello tissutale e contribuisce alla creazione di nuovo tessuto collagene con caratteristiche necessarie alla funzionalità dei muscoli interessati. La seduta si conclude con l’applicazione del Kinesiotape.

Nel giro di sole 4 sedute i miglioramenti sono stati sensibili: il dolore, che prima colpiva il muscolo brachio radiale, gli estensori radiale e lungo, il flessore radiale, l’estensore del carpo e i flessori delle dita, ovvero tutto l’avambraccio sia all’interno che all’esterno; adesso si limita soltanto agli ultimi muscoli citati, ovvero estensore del carpo e flessori delle dita. L’atleta si trova a non avere più grosse limitazioni nell’uso della mano (che tra l’altro è la dominante) e una grande diminuzione del dolore. Ad occhio e croce ci vorranno almeno altre 4/6 sedute per arrivare ad una felice conclusione del problema, ma almeno così nel giro di un mese o poco più dovremmo riuscire a risolvere un problema che si porta dietro ormai da più di un anno, con tutti i fastidi che ne sono derivati per una ragazza che ama la pallavolo.

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Mai cantare vittoria troppo presto, è vero, ma credo che questa sia la strada giusta da percorrere per risolvere un problema più comune di quanto si pensi, facendo poche cose ma efficaci. Vi farò sapere come sta la mia atleta quando finiremo con il programma.