La squadra come elemento superiore

squadra

“C’è uno sport dove il campione, anche quello più forte al mondo, da solo non serve a niente.
C’è uno sport dove la squadra è il valore assoluto, dove solo la squadra ti permette di realizzare o meno i tuoi sogni.”

Queste sono le parole di uno dei più grandi allenatori italiani di volley, Andrea Anastasi. Parole sante, parole vere dette da un uomo che mastica sport al massimo livello da almeno 40 anni. Il concetto di squadra, con la S maiuscola, è uno dei più importanti ma anche dei più complicati da trasmettere ai nostri atleti soprattutto se parliamo di categorie giovanili. Di solito un ragazzino, o ragazzina, che si approccia allo sport di squadra, vuole cercare di mettersi in mostra. Nel Calcio, ad esempio, tutti vorrebbero emulare Cristiano Ronaldo o Messi; nel volley tutti pensano a Ivan Zaytsev o Leo Marshall; nel basket a Kobe Bryant o LeBron James. Non tutti però fanno caso che ci sono delle figure che sono fondamentali per far eccellere questi nomi o le squadre dove giocano. Facciamo un passo indietro. Andiamo negli anni ’90. Se io faccio i nomi di Michael Jordan, Roberto Baggio e Andrea Lucchetta credo che almeno il 95% di voi sappia di chi sto parlando. Ma se faccio i nomi di Scotty Pippen o Dennis Rodman; Angelo Di Livio o  Giancarlo Marocchi; Paolo Toffoli o Ferdinando De Giorgi; credo che la percentuale si abbassi notevolmente. Quesbnero39ti nomi sono tutti atleti di altissima qualità ma che hanno sempre lavorato per i compagni e per la squadra ove militavano. Perchè? Forse proprio per lo spirito di squadra, per lo spirito di abnegazione che li portava a cedere la palla a qualcun altro che facesse il punto o il goal.

Difficile da far capire a un ragazzino di 13 anni che deve fare il terzino sinistro o deve fare il palleggiatore. Ecco un altro “sporco lavoro” dell’allenatore: trovare le parole giuste per far sì che il giovane scelto per un determinato ruolo lo faccia al meglio; non più tardi di due giorni fa ho scoperto che una delle mie atlete non sopporta il ruolo che le è stato assegnato, ma lo fa da anni per il bene della squadra. Encomiabile!

Come possiamo far accettare una decisione così pesante? Credo che la soluzione sia una e una sola, far vedere all’atleta che il suo ruolo e la sua presenza sono fondamentali per la buona riuscita delle azioni e per il buon esito delle partite. Parlando di volley, avete idea di che gioco esprimerebbe una squadra con un libero o un palleggiatore scarso? Che gioco esprimerebbe una squadra di calcio con un portiere incapace? Beh… credo che non esprimerebbe alcun gioco, ruoli secondari ma fondamentali. Ruoli che esistono solo per il bene della squadra. Mi piace dire alle atlete che non sempre vince la squadra con gli elementi migliori, ma sicuramente vince la miglior squadra. Il significato è semplice: vince la squadra i cui elementi giocano per i compagni e non per se stessi; nell’economia della squadra bisogna valutare un aspetto che reputo tanto semplice, quanto fondamentale (ma spesso tralasciato dai miei colleghi allenatori): se un atleta fa 5 punti e 7 errori, mi peserà -2 punti sul bilancio complessivo; se però un giulia 078atleta fa 1 solo punto ma non sbaglia nulla, il suo peso sarà +1, quindi decisamente più utile al bene finale del gruppo. Bisogna lavorare fin da subito sul sentimento di squadra per formare degli atleti completi. Bisogna far capire ai ragazzi che l’importante non è che loro facciano il punto o il goal, l’importante che che la squadra giochi al meglio e se per giocare meglio devo cedere la palla ad un compagno messo meglio di me o più bravo, lo devo fare; per il bene di quel valore assoluto che è la mia squadra.