Perché vado in moto?

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Perché vai in moto? Questa è la domanda che spesso mi viene posta da chi la moto non la conosce o addirittura la teme.
Non hai paura? Lo sai che è pericolosa? A dirla tutta la moto non è “pericolosa”, è molto pericolosa, può farti male, in alcuni casi ahimè, può anche uccidere. Ma è una passione. Tutti noi abbiamo il cuore che batte più forte quando ci troviamo di fronte a qualcosa che ci appassiona, che sia lo sport, l’arte, il mare, la montagna… per noi motociclisti è quel “pezzo di ferro” che cavalchiamo. Tutti noi le abbiamo dato un nome, un soprannome, non sentirete mai un motociclista che dice agli amici “oggi ho fatto un giro con la moto”; sarà più facile sentire frasi del tipo: “oggi sono uscito con la Rossa”, “ho fatto sgranchire le gomme alla Cicciona”, “ero in giro col Kappone”. Perché è così le nostre moto non sono IMG_5307solo dei mezzi di trasporto, qualcuno ha scritto  – quattro ruote muovo il corpo, due ruote muovono l’anima – nulla di più vero!

Il giro in moto è il momento in cui ognuno di noi riesce a stare solo con se stesso e può liberare la mente da pensieri e nervosismi, è il momento in cui possiamo cancellare la mente e renderla di nuovo un foglio bianco su cui scrivere solo cose belle, perché è di questo che abbiamo bisogno tutti. Dimenticare per un po’ le rotture della vita quotidiana e pensare solo a noi stessi! La moto è pericolosa! E’ vero; ma avete mai visto un motociclista scendere dalla moto con il muso o con lo sguardo arrabbiato o triste? La moto ti prende dentro e ti rende felice, ti regala momenti e sensazioni che nessuno può spiegare, sono quelle cose che vanno provate. Spesso dopo una giornata di lavoro, quandoIMG_5762 rientro a casa stanco e stufo potrei semplicemente fare un doppio carpiato ritornato in avanti sul divano e aspettare l’ora di cena, invece no, una vocina mi dice di scendere in garage mettermi il mio bel giubbotto in pelle, il paraschiena, i guanti, gli stivali e accendere la Cicciona. Deve avere dei poteri magici perché dopo pochi minuti ho già il sorriso ebete dentro il casco. Non servono centinaia e centinaia di km, basta arrivare a ingranare la terza.

Poi c’è l’aspetto sociale: un motociclista non sarà mai solo. Il bello della moto è condividere la passione con gli altri, ogni motociclista ha un gruppo di amici con cui va in giro. Ci sono varie tipologie di centauri: il pilota da gp che mette il ginocchio a terra anche in parcheggio, il turista che non ha paura di fare 500 km in un giorno solo, il motobarista che è di solito quello che passa più tempo al bar del passo di montagna a parlare delle sue mirabolanti avventure che a girare per quei famosi passi IMG_5826montani. Ognuno di loro però guarda la sua moto con una luce particolare negli occhi.

Accennavo al gruppo di motociclisti, di solito sono gruppetti piccoli 5 o 6 moto che danzano tra le curve montane, ognuno va al suo ritmo ma tendenzialmente tutti hanno la stessa andatura. La selezione avviene sempre dopo un primo giro di test: a me ad esempio è capitato di andare in giro con alcuni ragazzi che sembravano appena usciti da Assen! Mamma mia come andavano!!! Altre volte è capitato che qualcuno si unisse a noi per fare un giro… ma noi siamo della categoria “Turista” ovvero non possiamo definirlo giro in moto se non si superano i 400 km, non tutti sono in grado di starci dietro. In sostanza, provate la moto, come pilota o passeggero, sui brevi e sui lunghi tragitti, solo così potrete assaporare uno spicchio della passione che ci brucia dentro e capire perché non vediamo l’ora che arrivi la primavera.

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Un pensiero riguardo “Perché vado in moto?

  1. Sagge parole !
    Anche se a dirla tutta spesso non è la moto ad essere pericolosa, ma chi la guida o, peggio ancora, la maggior parte degli altri uTonti della strada, convinti di essere gli unici esseri viventi del pianeta, che se ne fregano beatamente di tutti quelli che li circondano.

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