Lo sport, come lo vedo io

bnero38

Ieri mattina mentre mi facevo la barba, pensavo alla partita che avrei dovuto giocare di lì a poche ore.

Il ruolo dell’allenatore è allo stesso tempo meraviglioso e orribile: meraviglioso perché, se lo fai con passione, riesci a trasferire alle tue atlete quel fuoco che ti brucia dentro ogni volta che vedi il campo e la rete; orribile perché il tuo ruolo è stare lì, a bordo campo, senza poter entrare, e proprio quel fuoco che ti brucia dentro ti consuma. Più di una volta ho finito le partite sudato tanto quanto le atlete in campo!

Ma torniamo al mio pensiero filosofico delle 8.00 di domenica mattina.

Pensavo a come intendo io lo sport, che cosa deve trasmettere lo sport e, soprattutto, cosa deve trasmettere un allenatore alle sue atlete? Bella domanda……

Credo che lo sport debba in primo luogo educare.
Diciamocelo, molto spesso gli adolescenti di oggi deficitano parecchio da questo punto di vista, i genitori sono, forse, un po’ troppo permissivi con i propri “bambini”. Educare al rispetto. Il rispetto verso l’avversario, verso l’arbitro, verso le compagne e anche verso l’allenatore. Quel rispetto che troppo spesso si pretende ma che raramente si concede in prima battuta (i latini dicevano DO UT DES).
Credo poi che debba insegnare a prendersi le proprie responsabilità, il comportamento di ogni atleta si ripercuote sul rendimento dell’intera squadra e se uno si comporta male o non si impegna al 100% l’intera squadra ne paga le conseguenze arrivando anche a rovinare il risultato, non solo di una partita, ma anche di un interno campionato!
Un altro aspetto fondamentale dello sport è anche quello di aiutare i ragazzi a sfogarsi, molti miei colleghi allenatori non la penseranno come me, ma credetemi gli adolescenti di oggi non sono come eravamo noi. Iperimpegnati da millemila attività: scuola, scout, parrocchia, studio, corsi di piano… lingue… violino… ripetizioni… e così via; senza  tralasciare l’aspetto più critico e devastante della psiche: L’AMORE!!!
A 15/16 anni ogni amore è quello della vita! Ve lo ricordate? Vi ricordate come eravate a quell’età? Ecco allora cercate di capire anche questo problema “gravissimo” che attanaglia i nostri atleti, a quell’età ogni litigata con il/la fidanzato/a è paragonabile alla gravità di un’epidemia di peste nera nel medioevo! Quindi se la vostra atleta ha il muso, non si impegna al 120%provate anche a prenderla da parte e scambiarci due parole. Magari scoprirete che con poche parole dette in maniera giusta risolverete una situazione “gravissima”.

Il ruolo dell’allenatore è importante. Molto importante. Noi siamo educatori e, in alcuni rari casi, anche i confidenti delle nostre atlete. Pesiamo sempre ogni parola che diciamo loro e ponderiamo molto bene ogni nostro comportamento; quello che noi diciamo spesso non viene inteso perfettamente e spesso viene addirittura travisato. Nel rapporto tra allenatore e atleta, ricordiamo che siamo noi gli adulti, siamo noi quelli grandi (sebbene spesso per parlare con loro dobbiamo alzare la testa… ma cosa mangeranno per crescere così? Maledetti!!!). Di fronte abbiamo persone fragili e che stanno formando il carattere. Con questo non voglio dire che una strigliata ben fatta ogni tanto non serva, anzi! Dico solo che va bene incazzarsi, ma con moderazione… anche perché… c’abbiamo un’età!